PRODURRE IL VINO IN CASA

PRODURRE IL VINO IN CASA

Fare il vino in casa ottenendo ottimi risultati è possibile, anche senza attrezzature sofisticate, perché la natura ci dà una mano svolgendo la maggior parte del lavoro, mediante la fermentazione. Questo processo è attuato da microrganismi chiamati lieviti presenti sulle bucce degli acini, che scompongono lo zucchero presente nel frutto trasformandolo in alcol. Per fare un buon vino abbiamo bisogno d’uva di buona qualità! Per questo motivo dovete necessariamente informarvi sul periodo migliore per la raccolta in base al tipo di vitigno, evitare assolutamente di raccoglierla bagnata dalla pioggia o con eccessiva rugiada, perché diluisce il mosto, inoltre non deve essere troppo calda perché potrebbe fermentare inopportunamente. Non lavare l’uva prima di pigiarla perché si perderebbero i lieviti, mentre persisterebbero gli eventuali antiparassitari.

La spremitura e fermentazione

 È comunque indispensabile pigiarla rapidamente subito dopo la raccolta per evitare inacidimenti e se si usano ceste di plastica assicurarsi che siano bucate per lasciare traspirare i grappoli ammucchiati. Questi accorgimenti valgono anche per l’uva acquistata, per questo motivo se proviene da luoghi vicini è meglio ed è buona norma controllare anche l’integrità dei grappoli che non sono in evidenza. È bene sapere inoltre che il processo deve essere svolto in un locale pulito, libero da odori forti e grosse vibrazioni e areato, in quanto la fermentazione sviluppa anidride carbonica nociva alla salute. Nel caso in cui decidiate di acquistarla, tenete presente che per ogni quintale si producono 70 litri di prodotto, avendo a disposizione un torchio, altrimenti la resa diminuisce. Dalla pigiatura alla Fermentazione La prima operazione da compiere per produrre vino in casa è la pigiatura e diraspatura, con le quali è possibile separare il liquido dal frutto, separandone i raspi, attraverso l’utilizzo di una pigiadiraspatrice in acciaio inox. Se disponete di una pigiatrice dovrete poi separare manualmente i raspi dalla polpa e bucce per evitare l’aumento dell’acidità. Durante questa operazione aggiungere metabisolfito di potassio perché ha proprietà antisettiche e antiossidanti, ne basta un cucchiaino da caffè per ogni quintale d’uva. Il mosto ottenuto da questa prima lavorazione deve essere messo direttamente in un contenitore di fermentazione per la cosiddetta “macerazione”, assicurandosi che il contenitore sia stato disinfettato con i giusti detergenti per enologia.

Svinatura e l’imbottigliamento home made

Trascorsi alcuni giorni, la fermentazione alcolica termina, si assaggia il mosto e si sente che effettivamente tutto lo zucchero si sia trasformato in alcool. A questo punto inizia la svinatura che è la separazione tra bucce e vino. Il prodotto ottenuto andrà versato in un contenitore riempito completamente, solo a questo punto possiamo far riscendere la temperatura ambiente a 16 °C. Il liquido ottenuto andrà quindi sigillato nel suo recipiente per vino dove proseguirà in modo autonomo il lavoro, andando a rilasciare depositi sedimentari. Sarà necessario quindi effettuare dei travasi con un tubo di plastica per alimenti che non deve assolutamente toccare il fondo per non pescare la posa. Un altro utile consiglio è di non scuoterlo prima del travaso. Ora non resterà che scegliere il momento giusto per imbottigliare, nel periodo che va da giugno a fine agosto, dopodiché bisognerà attendere ancora almeno sei mesi prima di poterlo gustare. Abbiamo visto come fare il vino in casa, un processo che si è tramandato nei secoli ed è giunto sino a noi, migliorandosi attraverso l’utilizzo di macchinari ed attrezzature che ti permettono di produrre in autonomia la tua bevanda, vi auguriamo un bel brindisi in compagnia.

© La Bella Rosin